Volo nel Tramonto

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Sunday, April 6, 2008

Afghanistan. Fuoco contro gli italiani.

Il fatto
Giovanni Pezzulo
Afghanistan. Fuoco contro gli italiani. Un morto ed un ferito.

14-02-2008

ROMA. Il primo maresciallo Giovanni Pezzulo avrebbe compiuto 45 anni il 25 febbraio. L'hanno ucciso ieri, in una valle maledetta a 60 chilometri da Kabul, mentre distribuiva scatoloni di viveri e vestiti. Una sparatoria durante una missione umanitaria finalizzata, anche, a cercare il consenso della popolazione. Cosa che i talebani non vogliono. E così è scattato l'agguato: c'é stata una violenta sparatoria, in cui anche l'alpino paracadutista Enrico Mercuri è rimasto leggermente ferito a una gamba.
L'ATTACCO _ E' avvenuto alle 15 locali, le 11:30 in Italia. I militari italiani, ricostruiscono allo Stato maggiore della Difesa, si trovavano a Rudbar, una località nella valle di Uzeebin, distretto di Surobi. E' l'area di competenza italiana. I soldati della Task Force Surobi erano impegnati in "attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione".
Dopo alcune ore _ il tempo, forse, per organizzare un attacco pesante _ vengono presi di mira a raffiche di kalashnikov: i 'Rangers' del reggimento Montecervino rispondono subito al fuoco. Anche gli altri sparano. Alla fine resta a terra Pezzulo, morto, mentre Mercuri viene ferito. Li portano via in elicottero all'ospedale francese di Camp Warehouse, a Kabul.
L'AVVERTIMENTO _ Secondo indiscrezioni, un precedente attacco a militari italiani, una sorta di avvertimento, sarebbe avvenuto nella stessa zona una decina di giorni fa: in quel caso nessuno riportò danni. Per risalire all'ultimo attacco noto contro uno dei circa 2.350 italiani di stanza tra Kabul ed Herat bisogna però andare al 4 dicembre: a Farah, nessun ferito. L'ultima vittima è invece il maresciallo Daniele Paladini, ucciso da un kamikaze il 24 novembre. Dodici in tutto i morti italiani.
IL FORTINO DI SUROBI _ Pezzulo e Mercuri erano entrambi distaccati nella 'Fob' (Forward Operating Base), la base operativa avanzata di Surobi, ad una trentina di chilometri ad ovest di Kabul, sulla strada per Jalalabad: un vero e proprio 'fortino' presidiato da un centinaio di militari italiani, in una zona considerata nevralgica. Ed anche molto pericolosa. Proprio in quell'area, il 19 novembre 2001, venne uccisa l'inviata del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli ed altri quattro giornalisti stranieri. Questo isolato avamposto è attualmente presidiato da uomini del 185mo reggimento della Folgore e dai 'Rangers' di Bolzano. Insieme a loro ci sono i soldati del Cimic, la Cooperazione civile_militare.
TALEBANI RIVENDICANO _ Il fortino di Surobi è considerato dall'Isaf molto importante perché strategico per il controllo della provincia di Kapisa, dove si trovano gruppi di taleban e dove spadroneggiano gli uomini dell'ex signore della guerra Gulbuddin Hekmatyar. Un'area che viene continuamente pattugliata, anche perché lì si trova una diga con una importante centrale idroelettrica.
Ma a che serve distribuire viveri e medicine? "Serve ad aiutare questa gente, che non ha niente", risponde una fonte militare. "E serve anche _ aggiunge _ ad acquisire consenso. L'altro giorno sono stati degli abitanti di un villaggio, durante un'operazione come quella di ieri, a segnalarci la presenza di un arsenale con 14 razzi. Tutti efficienti. Ovvio che i talebani vedono in questo la loro più pesante sconfitta".
Ed infatti, la rivendicazione non tarda a venire, per bocca di uno dei tanti portavoce. In una telefonata all'Afp, Zabihullah Mujahid dice che "i talebani hanno teso un'imboscata ad una sessantina di chilometri dalla capitale ed ucciso cinque soldati americani nel distretto di Surobi". Tutto da verificare. Secondo alcune indiscrezioni, in effetti, anche soldati Usa di stanza a Kabul sarebbero intervenuti nel luogo dell'attacco, pur non restando feriti: indiscrezioni che non trovano però alcuna conferma ufficiale. E lo stesso portavoce, contattato più tardi dalla Reuters, si corregge: "Era un convoglio dell'esercito italiano. Più di due soldati sono rimasti uccisi nell'attacco".